19 luglio 1943 – bombardamento di Roma  – Marranella, Pigneto e Torpignattara

Il 19 luglio 1943 Roma fu bombardata pesantemente dagli Alleati, gli ordigni caddero non solo nel quartiere San Lorenzo (che subì le maggiori perdite), ma anche nel Prenestino – Labicano. Ci furono moltissime vittime perchè, nonostante le sirene suonassero, si pensava a falsi allarmi: si diceva infatti che Roma non sarebbe stata bombardata perchè “c’era il papa”. Ed invece la tragedia si consumò, furono colpiti “obiettivi” civili, abitazioni e fabbriche; tra gli altri, il deposito Atac di via Prenestina e lo stabilimento dell’industria farmaceutica Serono sulla via Casilina. 

via Casilina stabilimenti Serono

Ci furono vittime a via dell’Acqua Bullicante, Via del Pigneto, Via Casilina e Via di Torpignattara (il Gruppo Storico dei Vigili del Fuoco enumera molti interventi effettuati a causa di crolli e incendi). Tutta l’area aveva una forte caratterizzazione (deposito delle linee tranviarie, ferrovie, impianti industriali), ma i bombardamenti sui civili non furono affatto risparmiati.

Via Casilina altezza Mandrione, dopo i bombardamenti

Alcune testimonianze raccontano poi di un rifugio antiaereo, costruito dentro ad una delle tante cave sotterranee della zona, che fu colpito proprio in via dell’Acqua Bullicante, senza che ne fossero state mai state recuperate tutte le vittime (per una testimonianza: http://www.di-roma.com/index.php/cultura/cinema/item/566-io-cero-al-liberte-di-monte-sacro-1943-il-bombardamento-di-san-lorenzo). Oggi quel sito si troverebbe al di sotto di un distributore di benzina (nel libro di Cesare De Simone, “Venti angeli sopra Roma”, Mursia, 1993 , si cita via dell’Acqua Bullicante, 84 come sede di un rifugio censito dai vigili del fuoco), nei pressi dell’ex cinema Impero.

Altre testimonianze riportano il bombardamento del collettore della Marranella, avvenuto con lo sgancio di ben quattro ordigni, con la conseguente fuoriuscita dei liquami.

Nella zona vi erano altri rifugi. Sono stati segnalati a Porta Maggiore e di fronte al deposito Atac di via Prenestina. 

Altri bombardamenti ci furono il 13 agosto dello stesso anno. Secondo quanto riportato su Wikipedia:”Questa volta gli obiettivi sono tutte le linee ferrate di collegamento con il basso Lazio, comprese nell’area dalla via Tiburtina alla via Appia. Viene colpita l’area di Villa Certosa, dove subiscono devastazioni numerose abitazioni in via dei Savorgnan, via Angelo Bertola, via Giulio Buratti e il convento delle Suore di Nostra Signora di Namur. Le bombe cadono anche in via dell’Acqua Bullicante, mentre via Casilina è falcidiata da numerosi mitragliamenti e spezzonamenti; i binari della ferrovia del tram urbano vengono gravemente danneggiati”. In questo secondo bombardamento fu attaccato il trenino per Fiuggi.

Alberto Carluccio 

Una raccolta fotografica si trova su RomaToday.

Altre informazioni e bibliografia minima

Stefano Vannozzi, Tracce della guerra nel 70 anniversario del primo bombardamento degli alleati su roma

I bunker di Roma di Lorenzo Grassi

Der pigneto semo noi

S. Ficacci, Tor Pignattara: fascismo e Resistenza di un quartiere romano, Franco Angeli, 2007

Cesare De Simone, Venti angeli sopra Roma, Mursia, 1993

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